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23 novembre 2015
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COSA CAMBIA NEI LICENZIAMENTI?
20 gennaio 2015
Il punto sulla normativa del licenziamento, in vista dell'approvazione dei decreti attuativi del jobs act....segue 

 

UN CONFRONTO INQUIETANTE
18 dicembre 2014
ITALIA - GERMANIA: LA "VERA PARTITA" E' ORMAI PERSA?...segue 

 

LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA
17 dicembre 2014
LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA, UN NUOVO ISTITUTO CON IL QUALE FARE I CONTI ......segue 

 

NUOVE REGOLE AL PIGNORAMENTO
01 dicembre 2014
IMPORTANTI NOVITA' PROCEDURALI IN MATERIA DI PIGNORAMENTO MOBILIARE E NON SOLO....segue 

 

SEGNALAZIONE CENTRALI RISCHI
21 febbraio 2014
La segnalazione alla Centrale rischi è un dovere per le Banche, ma può essere causa di danno risarcibile per il cliente...segue 

 

VENDITE ONLINE E A DISTANZA
12 febbraio 2014
E-Commerce: nuove direttive sugli acquisti a distanza...segue 

 

IMPRESA CANCELLATA? CHE FARE?
31 gennaio 2014
Gli effetti della cancellazione delle società dal Registro delle Imprese: rischi per i creditori incauti...segue 

 

L'USURA NEI RAPPORTI BANCARI
23 gennaio 2014
I più recenti interventi giurisprudenziali riaccendono le luci sull'usura nei rapporti bancari ......segue 

 

ARBITRATO BANCARIO FINANZIARIO
20 gennaio 2014
Una strada da tenere nel dovuto riguardo in caso di disputa con intermediari finanziari e banche...segue 

 

OPPONIBILE IL CONTROCREDITO?
30 dicembre 2013
Il più recente indirizzo della Corte di Cassazione sui limiti all’opposizione all’esecuzione di controcrediti in compensazione....segue 

 

IL DECRETO INGIUNTIVO EUROPEO
18 dicembre 2013
Una interessante alternativa al procedimento monitorio previsto dal codice di procedura civile, da utilizzarsi per il recupero di crediti da debitori ...segue 

 

DANNO ALL'IMMAGINE
17 dicembre 2013
Anche per le persone giuridiche è risarcibile il danno all'immagine. In base all'Orientamento della Giurispredenza ...segue 

 

INTERVENTO AVV. S. BUSATTI
13 dicembre 2013
Il 13 e 14 dicembre si è tenuto presso Castel Brando il seminario sui rapporti giuridici internazionali, organizzato...segue 

 
 
IL DECRETO INGIUNTIVO EUROPEO
 

Una interessante alternativa al procedimento monitorio previsto dal codice di procedura civile, da utilizzarsi per il recupero di crediti da debitori appartenenti ad altri Stati dell’Unione Europea è il Decreto Ingiuntivo Europeo, introdotto dal Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006.
Per le controversie transfrontaliere in materia di crediti pecuniari, il regolamento 1896/2006, garantisce la libera circolazione delle ingiunzioni di pagamento europee all'interno di tutti gli Stati membri (con la sola eccezione della Danimarca), attraverso norme minime la cui osservanza rende inutile qualsiasi procedura intermedia nello Stato membro di esecuzione in via preliminare al riconoscimento e all'esecuzione stessa.
Si tratta di procedura di ingiunzione di pagamento che può essere adottata in materia civile e commerciale nelle controversie transfrontaliere, a prescindere dalla natura della giurisdizione.
La controversia è transfrontaliera quando almeno una delle parti ha il proprio domicilio o risiede abitualmente in uno Stato membro diverso dallo Stato membro della giurisdizione adita.
Non può essere usato il Decreto Ingiuntivo Europeo per le materie fiscali, doganali o amministrative né per la responsabilità di uno Stato per atti o omissioni nell'esercizio di pubblici poteri.
Sono esclusi anche i regimi matrimoniali, i fallimenti, concordati e altre procedure analoghe, la previdenza sociale, crediti derivanti da obbligazioni non contrattuali, tranne quando siano stati oggetto di un accordo fra le parti o vi sia stato riconoscimento del debito, o ancora se i crediti riguardano debiti liquidi risultanti dalla comproprietà di un bene.
L’ingiunzione di pagamento europea si propone usando la modulistica predisposta dal Legislatore europeo (si trova sul sito www.europa.eu).
La competenza delle giurisdizioni è disciplinata dalle norme comunitarie in materia, in particolare dal regolamento (CE) n. 44/2001.
Se il credito è connesso con un contratto concluso da un consumatore per un uso ritenuto estraneo alla sua attività professionale e ove il convenuto sia il consumatore, sono competenti solo i giudici dello Stato membro in cui il convenuto è domiciliato.
Il giudice a cui è presentata la domanda di ingiunzione di pagamento europea valuta quanto prima se siano soddisfatte le condizioni di ammissibilità (carattere transfrontaliero della controversia in materia civile e commerciale, competenza del giudice adito, ecc.) e se la domanda sembri fondata.
Qualora nel modulo della domanda non figurino tutti gli elementi necessari, il giudice dà al ricorrente la possibilità di completare o ratificare la domanda entro un determinato termine, a meno che essa non sia palesemente infondata o inammissibile.
Il giudice può sottoporre al ricorrente una proposta di modifica della domanda se essa soddisfa solo una parte delle condizioni previste.
Entro un dato termine, il ricorrente è invitato ad accettare o a rifiutare la proposta di ingiunzione di pagamento europea relativa a un ammontare fissato dal giudice.
Il ricorrente viene reso edotto delle conseguenze della propria decisione e trasmette la sua risposta rinviando il modulo.
Se il ricorrente accoglie la proposta del giudice, questi emette un'ingiunzione di pagamento europea per la parte della domanda che il ricorrente stesso ha accettato.
Le conseguenze che ne derivano per la restante parte della domanda iniziale sono disciplinate dalla legislazione nazionale.
Ove il ricorrente non rispetti il termine fissato dal giudice o rifiuti la proposta del giudice, questi respinge in toto la domanda di ingiunzione di pagamento europea.
Il giudice informa il ricorrente in merito alle ragioni del rigetto. Contro il rigetto della domanda non è possibile formare ricorso.
Il rigetto non osta tuttavia a che il ricorrente faccia valere il proprio credito tramite una nuova domanda d'ingiunzione di pagamento europea o attraverso qualsiasi altro procedimento previsto dall'ordinamento di uno Stato membro.
Se il ricorso è accolto, il giudice emette l'ingiunzione quanto prima, vale a dire - in linea di massima - entro trenta giorni dall'introduzione della domanda.
L'ingiunzione di pagamento europea è emessa sulla mera base delle informazioni fornite dal ricorrente, non verificate dal giudice.
L'ingiunzione di pagamento europea diverrà esecutiva, tranne ove il convenuto presenti opposizione presso il giudice di origine.
Il regolamento sopprime l'exequatur, ovvero l'ingiunzione di pagamento europea è riconosciuta ed eseguita negli altri Stati membri senza bisogno di una dichiarazione di esecutività e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento.
Le procedure di esecuzione sono disciplinate dal diritto nazionale dello Stato membro nel quale l'esecuzione dell'ingiunzione di pagamento europea viene richiesta.
L'ingiunzione di pagamento europea viene notificata al convenuto a norma delle disposizioni del diritto nazionale del paese nel quale la notifica va effettuata.
Il regolamento prevede norme minime da rispettare per una serie di notifiche con o senza prova di ricevimento da parte del convenuto.
La persona cui pervenga un'ingiunzione di pagamento europea - il convenuto - può presentare opposizione dinanzi al giudice che ha emesso l'ingiunzione di pagamento.
L'opposizione deve essere rinviata entro un termine di trenta giorni a decorrere dalla notifica dell'atto.
Per presentare opposizione, il convenuto può servirsi del modulo F (allegato VI), che gli viene consegnato unitamente all'ingiunzione di pagamento.
Nell'opposizione, il convenuto indica che contesta il credito senza essere tenuto a precisarne le ragioni.
Quando il convenuto si oppone all'ingiunzione di pagamento europea, il procedimento prosegue dinanzi alle giurisdizioni dello Stato membro di origine secondo la procedura civile prevista nell'ordinamento nazionale, a meno che il ricorrente non abbia chiesto in tal caso l'estinzione del procedimento.
Allo scadere del termine di trenta giorni per presentare opposizione, il regolamento autorizza il convenuto a chiedere il riesame dell'ingiunzione di pagamento europea dinanzi al giudice che l'ha emessa, qualora:
1. l'ingiunzione di pagamento sia stata notificata senza prova di ricevimento da parte del convenuto e la notifica non sia avvenuta a tempo per consentirgli di presentare le proprie difese;
2. il convenuto si sia trovato nell'impossibilità di contestare il credito a causa di situazioni di forza maggiore o di circostanze eccezionali;
3. l'ingiunzione sia stata emessa a torto.
Quando il giudice respinge la richiesta del convenuto, l'ingiunzione di pagamento europea resta valida.
In caso contrario, ove il giudice decida che il riesame è giustificato, l'ingiunzione di pagamento è nulla.
Inoltre, su richiesta del convenuto, l'esecuzione dell'ingiunzione di pagamento europea è rifiutata dal giudice competente nello Stato membro di esecuzione qualora l'ingiunzione sia incompatibile con una decisione o ingiunzione pronunciata in precedenza in qualsiasi altro Stato membro o in un paese terzo.
Tale decisione deve riguardare una causa avente lo stesso oggetto e le stesse parti, oltre a essere riconosciuta nello Stato membro di esecuzione.
In ultima analisi, si tratta di un procedimento più “snello” di quello ordinario e che, in caso di mancata o infruttuosa opposizione, offre al creditore il notevole vantaggio di potere conseguire l’immediata esecutività nello Stato d’appartenenza del debitore, senza dovere sottostare alle difficoltà che, tal volta, s’incontrano per ottenere l’exequatur dal Giudice straniero.

Avv. Stefano Busatti
 

     

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